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SEO: Search Engine Optimizer
Le nuove professioni: il SEO
- a metà fra il web marketing ed i motori di ricerca
Chi provasse a cercare su Google la frase
miserable
failure (letteralmente: "miserabile
fallimento"), rimarrebbe piuttosto stupito del risultato
che campeggia al primo posto nel celebre motore di ricerca:
www.whitehouse.gov/president/gwbbio.html
vale a dire la biografia di George W. Bush
direttamente dal sito ufficiale della Casa Bianca.
Evidentemente Google non ha un'alta opinione del presidente
americano, ed il motivo di questo duro giudizio lo vedremo fra
poco. Sicuramente però questo è uno dei pochi
casi in cui il diretto interessato farebbe a meno di comparire
in testa ai risultati di un motore di ricerca. Con circa 250
milioni di ricerche al giorno* in grado di dirigere il traffico
web, chiunque faccia affidamento su Internet per la propria
attività sa bene quanto sia importante non solo essere
trovati, ma esserlo prima dei propri concorrenti.
E per alcune frasi di ricerca (o keywords) la competizione può
essere davvero agguerrita: una keyword come "agriturismo
in Toscana" restituisce, sempre su Google, più di
700.000 risultati. Se utilizzate i motori sapete bene che raramente
si esaminano i risultati oltre la terza pagina, anzi spesso
ci si limita ai primissimi. Se invece siete il proprietario
dell'agriturismo il cui sito esce per settecentomilesimo, vi
starete a maggior ragione chiedendo cosa hanno di più
gli altri 699.000.
E' per rispondere a domande come queste che si sta affermando
una nuova professione che unisce elementi di web marketing a
conoscenze tecniche specifiche: il SEO.
SEO è l' acronimo di Search
Engine Optimizer, in italiano l'"ottimizzatore
per i motori di ricerca" (suona un po' complicato perciò
continueremo a chiamarlo SEO).
Il compito del SEO è prima di tutto quello di studiare
i motori di ricerca ed il loro funzionamento, cosa non facilissima
se si considera che i criteri di classificazione mutano praticamente
ogni mese, e che Google e gli altri motori tengono ben stretta
la propria ricetta segreta.
Per questo una buona parte del tempo è spesa a leggere
newsletter e scambiare opinioni con altri SEO su forum specializzati,
condividendo le proprie osservazioni. Lo scopo è quello
di saper poi "ottimizzare" i siti, cioè dare
loro quelle caratteristiche che consentano di scalare le classifiche
per le keyword che si meritano.
Quali sono queste caratteristiche su cui lavorare per essere
graditi ai motori di ricerca? Schematicamente, sono tre: contenuto,
struttura e link.
Prima di tutto, il contenuto testuale
del sito. I motori sguinzagliano
infatti per la Rete dei programmi detti spider
che analizzano il testo delle pagine web individuando parole
e frasi rilevanti. Se vogliamo essere trovati per "agriturismo
in toscana", sarà bene quindi che il testo del sito
contenga questa frase almeno una volta... Ma non è così
facile: se pensiamo di fare i furbi ripetendo la keyword un
centinaio di volte, ecco che ci accorgeremo che i motori non
sono così sprovveduti, e fiutato l'inganno, ci relegheranno
nuovamente nel limbo dei siti invisibili.
Il SEO deve essere un po' "scrittore del Web" e fornire
al sito quel contenuto che spesso è assente e che presenti
i termini appropriati nel giusto equilibrio, senza dimenticare
di rivolgersi anche all'utente in maniera accattivante e convincente.
Ed il testo entra in gioco ancora prima che l'utente giunga
al sito: viene mostrato come anteprima nei risultati di ricerca
ed è quindi importante anche nell'invogliare il navigatore
a visitarci.
Vi sarà capitato di vedere scritto fra i risultati di
ricerca: "www.sitotalditale.it
- La pagina corrente utilizza dei frame
che tuttavia non sono supportati dal browser in uso". Questo
dipende dal fatto che gli spider si comportano un po' come i
primissimi browser (Netscape 1.0, per capirsi), che non leggevano,
ad esempio, i frame. Una frase del genere non è proprio
l'ideale per convincere qualcuno a fare click, e quel sito è
destinato a perdere molti visitatori per strada. Questo è
un altro aspetto di cui il SEO deve prendersi cura: dare cioè
al sito una struttura
tale da permettere al motore di accedere al contenuto, unendo
quindi le doti di tecnico a quelle di scrittore.
Un volta dato al sito un buon contenuto ed ottimizzata la sua
struttura, c'è un'ultima cosa di cui il SEO deve occuparsi:
rendere tale contenuto importante agli "occhi" del
motore di ricerca. I motori, Google in particolare, si fanno
una opinione di un sito sulla base dei link
che questo riceve dal resto del Web. Un link verso una pagina
è visto un po' come un voto a favore del suo contenuto,
specialmente se proveniente da un sito con tema affine. La pagina
guadagna così importanza agli occhi del motore di ricerca,
che la favorirà nei risultati.
Per un SEO è quindi essenziale inserire un sito nei più
importanti cataloghi del web e nei portali di settore, in modo
di costruire un adeguato "network di voti" a favore.
Senza contare che è proprio grazie ai link che gli spider
dei motori trovano nuove pagine da analizzare.
Tornando al "miserabile fallimento", non è
certo nella pagina della biografia di Bush che Google ha trovato
questa frase. In realtà si tratta di una sorta di "complotto"
nato sul Web: migliaia di proprietari di blog
(diari online ricchi di link) hanno scritto miserable
failure e linkato questo testo verso
quella particolare pagina. Il software di Google, convinto che
migliaia di persone non possono sbagliare, fa risultare tale
pagina al primo posto per quella ricerca.
Un SEO conosce bene queste tecniche, come sa bene che il miglior
modo di ricevere dei link spontanei sul Web è proprio
quello di scrivere un contenuto ricco e di qualità.
L'identikit del SEO è quindi quello di uno scrittore
del Web, conoscitore dei motori di ricerca, ottimizzatore di
siti e cos'altro? Ah sì, maratoneta della navigazione,
perché si lavora costantemente attaccati ad Internet
!
Stefano Romeo
SEO
http://www.webpromoter.it
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