"CENSORED"
Il non-marchio per eccellenza Censored nasce dall'idea di Nicola
Butelli un giovane stilista di calzature e accessori diplomato
all' Ent. Art. Polimoda di Firenze la cui collezione si ispira
al mondo fetish,visto non solamente come significato sessuale,
ma guardando più il senso letterario della parola "OGGETTO
CREATO ARTISTICAMENTE" come i prodotti della collezione,prodotti
fatti in modo artigianale seguendo le regole di una scarpa fatta
totalmente a mano (dal disegno fino all'assemblaggio, alle 24
ore che necessitano alla calzature di stare in forma e curato
nel minimo dettaglio).
"Il feticismo fa parte della cultura delle origini umane.
Fu lo psicologo francese Alfred Binet il primo a descrivere
il feticismo nel suo senso psicologico. Originariamente la parola
deriva dal portoghese "fetico", dal latino "facticius"
o "facere" che significa fare o fabbricare. Questo
fa sì che un oggetto fosse creato artisticamente per
una potenza soprannaturale e che fosse adorato con un comportamento
ossessivo per i suoi poteri magici come un portafortuna".

Il
fetish è una delle culture nella quale il piede,con le
sue varie parti e di conseguenza la scarpa,viene valorizzato
moltissimo. Questo fa si che I modelli di questa collezione
siano particolarmente decorati a adattati a rivestire il piede
per esaltarlo e valorizzarlo e talvolta per suscitare particolari
fantasie anche in campo sessuale. CENSORED anche come forma
di autocensura essendo un prodotto per pochi,dato "l' hand
made" ,la qualità dei materiali, il "made in
italy" , la limitata produzione e come sviluppo di una
cultura e designe al di là dei contesti istituzionali.
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Cütology,
filosofia cosmopolita di un globetrotter fashion addict Cütology,
stemma araldico di una coscienza infantile, istinto inconscio
della memoria, attitude primitiva di un'infanzia quasi perfetta.
Dall'innocenza al bisogno di protezione, la filosofia del cute
è l'icona essenziale di un eroe nomade e romantico. E
la favola Cütology prende spunto dal paese dei balocchi,
da quel giardino nascosto negli archivi più segreti della
nostra memoria. Da qui prendono vita decine di fumetti, milioni
di personaggi che si animano scontrandosi con la brutalità
di una realtà indigesta al mondo dell'immaginazione.
L'ironia e la burla divengono i temi di una storia raccontata
attraverso un manga giapponese, ironia della sorte, anch'esso
caricatura di se stesso.
La collezione è la rappresentazione pittoresca di una
realtà manipolata e scomoda, fagocitata dai media, stilizzata
da un fumetto. E poco importa alla società se l'istinto
animalesco presente nel nostro inconscio mette in risalto tutte
le illusioni del nostro mondo bambino. La mentalità di
una società corrotta è l'ingrediente di una collezione
che della beffa ne fa il baluardo del suo logo: Cütology,
esibizione infantile di un mondo perfetto. E la moda segue con
una deontologia allegorica il risultato di un mondo troppo legato
ad idiomi sociali, così la soluzione dell'inganno si
risolve con una battuta comunicata da simpatici personaggi della
fantasia che giocano a poker, oppure rendono la politica alquanto
caricaturale per non parlare dei tabù del nostro tempo,
esperimento ludico di manipolazione genetica di un cartoon.
Vignette, sketch, aforismi, semplici illustrazioni di una realtà
traslata, deviata, forse troppo seria o se vogliamo legata a
regole di una polis corrotta sono l'intreccio della nostra storia,
una fabula allegorica che mette in evidenza i paradigmi insoluti
del nostro tempo. "God save the beautiful and protect fashion",
"Help the world to be a glamourous place", "Cütology
is be the fashion icon", sono l'eco che si diffonde in
una savana illuminata solo da lampade alogene e luci a neon.
Così gangster metropolitani, baby rappers e rock kids
sono i nostri protagonisti, eroi selvaggi di una filosofia cosmopolita,
vagabondi increduli di un mondo che non ci appartiene.
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