La settimana di Pitti Uomo 110 si apre lunedì 15 giugno alle 18:30 con il Polimoda Graduate Show 2026. Per i quarant’anni dalla fondazione della scuola, la sfilata si tiene nella piazza antistante al Manifattura Campus, alla Manifattura Tabacchi di Firenze: l’iconico edificio dell’orologio diventa quinta scenografica per venti talenti emergenti e oltre cento look. Ricerca creativa senza compromessi, pensiero originale, maestria d’esecuzione e storie personali che travalicano le convenzioni del fashion system.
Il sapere dell'industria, il futuro della moda
Il Graduate Show è il punto d’arrivo di quattro anni di formazione: un percorso in cui studenti provenienti da tutto il mondo hanno scelto Firenze e l’Italia per costruire il proprio linguaggio creativo, partendo dalle proprie radici culturali e traducendole in collezioni pronte per l’industria. La moda come strumento per raccontare memorie, identità e visioni, al debutto professionale di una nuova generazione di designer.
Ogni capo è stato ideato, sviluppato e realizzato nei laboratori del Manifattura Campus, sotto la guida di alcuni dei più noti professionisti del settore. Novità dell’edizione 2026, la mentorship dei direttori creativi Luke e Lucie Meier, tornati nella scuola in cui si sono formati e conosciuti venticinque anni fa, per affiancare il direttore Massimiliano Giornetti, insieme ad An Vandevorst e alla faculty, per guidare lo sviluppo delle collezioni.
La visione del mondo di una nuova generazione
Venti designer per quindici diverse nazionalità portano in passerella la visione di una generazione segnata dall’instabilità e dai rapidi cambiamenti dello scenario globale. Il loro lavoro ne riflette pienamente lo spirito: coraggioso, intimo e profondamente umano. Le collezioni esprimono un approccio alla moda personale e socialmente consapevole, attingendo a memoria, patrimonio culturale ed esperienze vissute come elementi centrali della propria ricerca creativa. Gli abiti non si limitano a essere capi da indossare, ma diventano dichiarazioni emotive e concettuali, testimonianza di una generazione che utilizza la moda per elaborare, interpretare e dare senso al mondo che ha ereditato.
Isabella “Zaz” Alvarino (USA) dedica Hot Nerds all’amico scomparso Jay, costruendo silhouette sartoriali in tensione tra eredità maschile e reinvenzione personale. Diana Avetisian (Armenia/Russia) traduce in Another Role le forme delle automobili vintage in silhouette strutturate ed esagerate, esplorando la femminilità come performance continua. Matteo Bardi (Italia) rivendica in VULNERA la vulnerabilità come forma di resistenza, in un dialogo tra la durezza della cultura biker e la delicatezza del sé. Victor Brial (Réunion, Francia) porta in Souvenirs of Wandering il racconto di un viaggio verso l’isola di Réunion, traducendo memoria ed esperienza in silhouette morbide e materiali tattili.
Lisa Criaco (Belgio) elabora in The Pressure il lutto per la perdita del padre subacqueo, trasformando la profondità del mare in metafora di discesa e riemersione interiore. Idan David Segal (Israele) costruisce Frame Me If You Can attorno a un gruppo di anziane facoltose che orchestrano un furto al museo, in un omaggio al massimalismo degli anni Ottanta. Aaron Dillworth (USA/Giamaica) radica SUN IS HIGH SO AM I nel calore di Miami e della Giamaica materna: un guardaroba istintivo che porta in sé il senso fisico di un luogo. Emily Horton (USA) risolve in Being Jew…ish la tensione tra identità ebraica e desiderio di appartenenza nel baseball, intrecciando estetica sportiva e tradizione culturale.
Jirat Jitdee (Tailandia) racconta in Cool Back Home l’arrivo a Bangkok di ragazzi di provincia fieramente anacronistici, reinterpretando il menswear attraverso proporzioni alterate e riferimenti pop. Evelina Kryvopust (Ucraina) costruisce UN attorno all’archetipo dell’insegnante di pianoforte: disciplina, controllo e la seduzione di una trasgressione che non si compie mai del tutto. Anson Lorence Lin (Taiwan/Sri Lanka) cattura in Packages il momento backstage prima della sfilata come fondamento di un lavoro sulla costruzione del capo come oggetto scultoreo. Vincenzo Junior Marrazzo (Italia) costruisce Il Latte delle Vergini attorno alla tensione tra purezza e contaminazione, in capi volutamente consumati ispirati a Pasolini e Bataille.
Lusine Mkrtchyan (Armenia) dedica The Parajanov Street al regista Sergei Parajanov, traducendo forme e palette cromatica del suo universo cinematografico in una collezione di carattere devozionale. Jakob Nittmann (Austria) riscopre in Unlearning Neutral il coraggio del colore nel menswear settecentesco, portando ricami e stampe storiche in silhouette contemporanee. Isabel Antonia Richter (Germania) esplora in Simulation il confine tra digitale e reale, costruendo per la donna contemporanea silhouette decise in materiali riflettenti tra pelle, nylon e laminazioni. Lucia Romagnoli (Italia) lavora in Ab Umbra Lumen sull’emersione dall’ombra di un altro, con silhouette strutturate anni Settanta e dettagli floreali tridimensionali come atto di graduale affermazione di sé.
Matilde Terranova (Italia) segue in Teenager Boys il percorso di adolescenti che trasformano il fuorilegge in linguaggio identitario, con silhouette ibride tra ribellione ed eleganza urbana. Francesca Valivano (Italia) sospende in Nel silenzio dell’attimo il tempo attraverso la metafora degli scacchi, in capi che sembrano cristallizzarsi nel momento prima della risoluzione. Emilie Wenckstern (Germania) chiude con No Longer Human un’indagine sul corpo nell’era digitale, in bilico tra moda e scultura, tra porcellana screpolata e anatomia costruita. In passerella anche un look di Mari Enomoto, studentessa giapponese del programma di scambio con Voutrail The Fashion Academy.
The Best Collection 2026
Una giuria prestigiosa, composta da alcuni dei più celebri protagonisti della cultura e dello spettacolo, è chiamata ad eleggere la Best Collection 2026. A valutare le collezioni per assegnare l’ambito titolo di quest’anno sono Eva Cavalli, fashion designer e modella, Tuomas A. Laitinen, Fashion Director di SSAW Magazine, Danae Mercer, giornalista e body positivity content creator, Eugene Rabkin, founder e editor di StyleZeitgeist magazine e l’attrice Simona Tabasco.
Il vincitore sarà annunciato sui canali ufficiali di Polimoda nei prossimi giorni.
Collaborazioni e ospiti
Anche quest’anno la produzione dell’evento è affidata a un team di professionisti del settore che comprende la direzione creativa di Giornetti, lo styling di Serge Girardi e il sound design di Frédéric Sanchez. L’edizione 2026 si arricchisce di collaborazioni con media e content creator internazionali, tra cui Bliss Foster, Dylan Kelly, Fashion Roadman, Ideservecouture, 1 Granary, Next Gen Magazine e Vogue Italia, con l’obiettivo di valorizzare e far conoscere il talento dei nuovi diplomati di Polimoda in tutto il mondo.
Tra gli ospiti, i volti del cinema e serie tv Giorgio Belli, Sasy Cominale, Lorenzo De Moor, Aleandro Falciglia, Luigi Pedranzini, Nina Pons, Beatrice Savignani e Martina Scrinzi, e il presidente del Fashion Institute of Technology di New York, Jason Schupbach.
La sfilata è trasmessa in live streaming sui canali ufficiali di Polimoda e in partnership con Vogue Italia.
Credits
- Creative Direction: Massimiliano Giornetti
- Mentorship: Luke and Lucie Meier
- Styling: Serge Girardi
- Live music: Frédéric Sanchez
- Hair & Makeup: New Line Academy
- Technical sponsors: Gruppocinque, Landi Confezioni, Lanecardate, Leo France, Lineapiù, Mazzanti Piume, Ostinelli Seta, Preciosa, Graziano Ricami, Russo di Casandrino, Shima Seiki Italia, Tollegno
- Media partner: 1 Granary, NEXT GEN
- Livestream partner: Vogue Italia
- Video: Gorunway
- Special thanks: Alessio Dai, Beatriz Segura, Eileen Salai, Fabrizio Torrini, Katia Gilles, Kseniia Kim, Paula Ruiz Lorenzo, Richie Ye, Tauras Žemaitis, Zichen Wang




















































