Giacca in lana, scollata a “V”, chiusa da bottoni, lunga sino sotto ai fianchi, maniche a giro, spesso con tasche interne orizzontali, tagliate a filo. Sarà Coco Chanel, sarta parigina, a decretare il successo di questo comodo capo in maglia, che conquisterà tutte le ragazze sportive di allora. Fra gli anni ’20 e ’30 diventa infatti un capo destinato allo sport e al tempo libero. Negli anni ’70 il cardigan diventa l’emblema del vestire informale e con piglio quasi rivoluzionario dichiara, ancora una volta guerra, questa volta alla giacca maschile tradizionale e vince qualche scaramuccia, per poi ritagliarsi un terreno franco, che fa rima con voglia di morbidezza addosso.
Scuola Sartoriale Gadotti, 2004
Contesto:
Il cardigan presenta tre vantaggi non trascurabili rispetto al pullover. Può essere slacciato, e quindi si adatta alla temperatura più o meno calda. Si può indossare e togliere senza doversi sfilare gli occhiali o rischiare di rovinarsi la pettinatura. Inoltre il cardigan è quasi sempre dotato di piccole tasche utili per riporre le sigarette, le chiavi o gli spiccioli.
Prestito integrale dall’inglese. Chiamato così perché indossato dagli ufficiali dell’esercito britannico durante la guerra di Crimea, deriva il suo nome da James Thomas Brudenell, settimo conte di Cardigan, che guidò la carica della cavalleria inglese.